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venerdì 8 maggio 2020

Yuri Maderloni: la mia scoperta dell’atletica....

Yuri Maderloni: la mia scoperta dell’atletica è grazie ai Giochi della Gioventù con la scuola. 
Una piccola olimpiade per noi studenti, per me che giocavo a calcio a quei tempi un mondo diverso dagli sport di squadra e dai giochi in cortile. 
Il vero esordio sul “tartan” però è arrivato qualche anno dopo, in prima superiore e da quel momento sono stati dieci anni che mi hanno aiutato a crescere, ho varcato le soglie dell’allora campo Rovani da ragazzo e ne sono uscito da adulto nel 2005. Ho lasciato una realtà che era cresciuta con un centro sportivo, l’attuale Dordoni, dedicato esclusivamente alla pratica delle tante discipline che rendono regina olimpica l’atletica. 
In questi anni di corsa, ho conosciuto persone speciali che mi hanno insegnato cosa significhi lavorare duramente ed onestamente contando sulle proprie forze, sul proprio intelletto e desiderio di conoscere e migliorare le tecniche di corsa, salto o altro. Ci siamo allenati con metodo scientifico, ma anche in modo artigianale curando i dettagli ma con i mezzi, pochi, a disposizione. 
Ciò che rende l’atletica la regina delle Olimpiadi non è il business che ci sta dietro, ma la dedizione che atleti, tecnici e dirigenti cercano nella perfezione del gesto, nello spostare un centimetro, un centesimo più in là il nuovo traguardo. 
Ho avuto la fortuna di correre per il Geas Atletica e per la SNAM, sono riuscito a togliermi diverse soddisfazioni vincendo qualche titolo e medaglia, ma le vittorie più grandi e indelebili sono rappresentate dagli insegnamenti ricevuti, dal tempo trascorso e dai legami personali stretti anche se per tante ragioni non più quotidiani. 

A presto Yuri.